Archivi del mese: febbraio 2014

Le tasse sul gioco d’azzardo italiano

Gli operatori del mondo del gioco legale -ormai all’esaurimento finanziario, fisico e psicologico- cercano di accettare qualsiasi proposta il nostro Governo cerchi di sottoporre in quanto “qualsiasi” cosa è sempre “meglio di niente”. Quindi, anche se le proposte, come la Tassa di Scopo, sono ancora nebulose cercano di trovarvi un lato positivo per “accondiscendere” a mere iniziative che possano smuovere il settore e la sua regolamentazione. La Tassa di Scopo rappresenta forse una soluzione per destinare parte delle risorse del gioco ai territori, anche se già si vocifera di andare ad incidere sul pay out, ma gli operatori si domandano chi la dovrà pagareesattamente ed in che misura: certamente un ulteriore aumento del preliveo fiscale è da escludere perchè già il settore “nuota in acque pericolose”.

Dare poi la Tassa di Scopo al territorio implicherebbe che si sono risolte le innumerevoli “diatribe” con le varie Amministrazioni che ormai “si sono messe di traverso” sul percorso del gioco legale e mettono in condizione gli operatori di non poter più investire: in realtà Tassa di Scopo per i territori vorrebbe significare pace assoluta tra le “autorità” ed il comparto del gioco. Ma quando? Prima bisognerebbe risolvere questo e poi “prelevare dal gioco”. Altrimenti gli operatori si troverebbero a sostenere sì il territorio, ma a non poter esercitare le loro attività a causa delle limitazioni poste dai vari Comuni, da Est ad Ovest e da Nord a Sud: quindi? Certo, Tassa di Scopo=soluzione, ma per chi? Si attendono risposte con cortese sollecitudine. Grazie