Il gioco d’azzardo deve essere consapevole

Bisogna sottolineare (ed i dati arrivano da fonti assolutamente attendibili) che ad oggi la percentuale di giocatori d’azzardo che si possono considerare patologici non è così elevata come si vorrebbe “far passare da certo tipo di stampa” e così pure vale per la “pericolosità” di alcuni giochi rispetto ad altri. Studi esatti e dettagliati hanno evidenziato un evolversi anche del gioco: un tempo si pensava che la categoria più a rischio nel sociale fosse quella delle casalinghe, ma non le casalinghe in generale ma quelle legate ad uno status sociale degradato o con una grande insoddisfazione esistenziale che poteva forse essere compensata con la ricerca di emozioni diverse con i giochi come i “grattini” o le lotterie, ma ora “il pubblico è più variegato”.

Nel gioco bisogna studiare e mettere in pratica un’adeguata prevenzione che permetta un gioco “consapevole” e sopratutto bisogna “vigilare” su comportamenti che possono diventare “a rischio”. Bisogna aiutare i giocatori a riconoscere i propri limiti ed il loro carattere che li può convogliare verso il disagio della ludopatia, quindi le attivazioni di centri d’ascolto, di “telefono amico” possono essere un grande e sostanzioso supporto ai giocatori per accompagnarli a “prese di coscienza” essenziali per avere la consapevolezza di ciò che si affronta o che ci si trova ad affrontare. Bisogna mettere in pratica strategie di supporto ai giocatori che non possono e non devono essere lasciati da soli a combattere magari contro disagi troppo importanti per essere affrontati in solitudine.